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Ue, i nuovi stati membri chiedono più soldi dalla Pac

Una dichiarazione comune per affrontare il tema del futuro della Pac, che ha come obiettivo principale quello di ribadire la necessità di distaccarsi dai criteri storici di distribuzione delle risorse finanziarie ai fini del calcolo degli aiuti, considerati “attualmente ingiustificati”, nel rispetto del principio di solidarietà.

E’ quanto è hanno ratificato, lo scorso 3 febbraio a Varsavia, i ministri dell’agricoltura di Bulgaria, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania e Repubblica Slovacca si sono, sottoscrivendo una dichiarazione di due pagine sul tema del futuro della Politica Agricola Comune dopo il 2013, che può essere considerata la risposta al vertice del cosiddetto G22, il gruppo dei 22 Paesi dell’Ue riunitosi a Parigi il 10 dicembre 2009 per affrontare il tema del futuro della Pac

Secondo i rappresentati di questi nove Stati Membri dell’Unione Europea, la Politica Agricola Comune dopo il 2013 giocherà un ruolo chiave nel garantire la sicurezza nell’approvvigionamento alimentare, nel fornire all’Ue una solida posizione competitiva nel mercato agricolo globale e nel promuovere lo sviluppo sostenibile delle aree rurali presenti sul territorio dell’Ue.

Proprio per questo nel testo si ribadisce la necessità di assicurare un supporto finanziario adeguato agli obiettivi e alle sfide alla quali questa politica comune andrà in contro nel prossimo futuro. Un’eventuale riduzione del budget destinato alla Pac, infatti, avrebbe come risultato quello di diversificare i livelli di supporto per l’agricoltura negli Stati Membri, costituendo così una minaccia reale all’integrità del mercato interno.

Nella dichiarazione si sottolinea, inoltre, che i pagamenti diretti dovrebbero rimanere uno strumento importante della Pac sia per supportare e stabilizzare il reddito agricolo, specialmente nell’odierna situazione di crescente volatilità del mercato, che per fornire alla società comune beni pubblici.

In modo più dettagliato, per i nove ministri dell’agricoltura questi pagamenti diretti dovrebbero essere semplificati ed applicati in modo unitario assicurando una competizione giusta e promuovendo un’agricoltura sostenibile nell’Ue, non dovrebbero essere legati a parametri storici ma essere allocati secondo criteri che riflettono gli obiettivi presenti e futuri e dovrebbero essere integrati con compensazioni addizionali basate su criteri obiettivi.

Nel testo si fa inoltre riferimento all’importanza di fornire una rete di sicurezza che comprenda strumenti di gestione delle crisi e del rischio che permettano di mettere in atto misure di prevenzione capaci di rispondere in modo efficace ai primi campanelli d’allarme provenienti da situazioni di instabilità del mercato, prima che sia troppo tardi.

Per quanto riguarda lo sviluppo rurale, i ministri dei nove Paesi si trovano d’accordo sul proseguimento di questa cornice politica al fine di accelerare i cambiamenti strutturali e la modernizzazione, di incrementare la competitività dei prodotti europei, di supportare la fornitura di beni pubblici ambientali e di ridurre il divario nello sviluppo all’interno dell’Unione Europea a 27 membri.

Infine, la dichiarazione si conclude con un appello ad una riflessione adeguata sul ruolo e sul valore della Pac nell’area dell’agricoltura e dell’ambiente, così come sul suo contributo agli obiettivi socio-economici comunitari e sui suoi sforzi verso una maggiore integrazione e coesione territoriale a livello della Comunità, degli Stati Membri e delle regioni.

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