Ue, in rallentamento l’export (-4%) e l’import (-1%)
In rallentamento le esportazioni agroalimentari dell’Unione europea. A giugno, secondo il report pubblicato dalla Commissione Ue, le spedizioni dei 27 hanno raggiunto 18,9 miliardi, il 5% in meno rispetto a maggio e il 4% su giugno 2023. Nei primi sei mesi l’export si è attestato a 116,4 miliardi, +1% sullo stesso periodo dell’anno precedente. A crescere soprattutto olive e olio d’oliva (+58% sul 2023) principalmente per l’aumento dei prezzi, mentre i volumi sono rimasti stabili. In flessione il valore delle vendite di oli vegetali (-36%) per il calo dei prezzi e delle quantità. Giù anche le spedizioni di vino (-6%). Anche per i cereali si registrano flessioni del 14% soprattutto per il crollo del 20% dei listini rispetto al 2023, mentre i volumi sono cresciuti dell’8% raggiungendo 25,1 milioni di tonnellate nella prima metà dell’anno trainati dal grano (+18%) a fronte del -32% del mais. Boom del 146% per zucchero e isoglucosio con quantitativi triplicati, ma prezzi tagliati del 12%. A tirare in particolare il mercato degli Stati Uniti, bene anche il Regno Unito (+2%), il Brasile (+18%) e il Libano (+60%). Si sono ridotte invece le spedizioni in Cina (-9%) e Russia (-15%). Per Pechino sulla contrazione hanno pesato carne suina, lattiero caseari e preparati di cereali. Il calo dell’export a Mosca è dovuto in particolare a superalcolici e liquori. L’import della Ue a giugno 2024 è calato del 12% sul mese precedente a 13 miliardi, -1% rispetto a giugno 2023. Stabile l’import del primo semestre a 82,7 miliardi. L’incremento maggiore ha riguardato l’import dalla Costa d’Avorio (+46%) per effetto del rialzo dei prezzi dei prodotti a base di cacao. In salita del 132% gli acquisti dalla Nigeria, mentre sono più che raddoppiati quelli dalla Tunisia per l’aumento di volumi e prezzi dell’olio di oliva. Meno import dall’Australia e anche dal Brasile che però si è confermato il primo fornitore della Ue. In contrazione anche gli acquisti di grano e mais dal Canada. A livello di prodotti gli aumenti più rilevanti si segnalano per olio di oliva (+132%), frutta e noci (+7%). Giù invece semi oleosi e colture proteiche (-18%), cereali (-26%) e zucchero (-40%). |
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