il Punto Coldiretti

Filiere alimentari più eque, si cercano soluzioni ma serve stop a volontarietà

Il Forum di Alto Livello sulla filiera alimentare – istituito nel luglio 2010 su iniziativa congiunta della Commissione Europea e dei maggiori stakeholder agroalimentari per riequilibrare i rapporti di forza tra lo strapotere della Gdo e i (piccoli) produttori agroalimentari – ha presentato una nuova proposta in base alla quale la distribuzione potrebbe essere incaricata a recepire  un quadro di regole di equa contrattazione tra  agricoltori e industria, con criteri valutativi accessibili a tutti.

L’idea è che ai supermercati venga data una scheda di valutazione con cui misurare il proprio comportamento: una misura certo nuova, ma vantaggiosa per la grande distribuzione, se non altro per evitare azioni di controllo esterne (o tramite la legislazione degli Stati membri o tramite un quadro unificato a livello europeo).

In seguito alle pesanti critiche che la Gdo ha ricevuto negli ultimi anni, questa misura potrebbe in qualche modo metterla al riparo da azioni più decise. Va sottolineato che tra gli altri principali limiti della proposta, c’è il quadro assolutamente volontario dell’azione.

Inoltre, l’idea sembra difficilmente applicabile, viste le difficoltà di capire il da farsi in caso di violazioni del codice di condotta o addirittura del sistema di valutazione.  L’approccio, focalizzato su “buone prassi” da replicare volontariamente, si propone di partire da settembre 2013. Sebbene la bozza di proposta sia ancora riservata, tra gli ulteriori elementi che sono filtrati vi sarebbe la possibilità di costituire un comando centrale a cui conferire le dispute, sebbene poi la regolazione delle conseguenze rimanga volontaria.

Dal canto suo, la Commissione ha sottolineato che se il Gruppo di Alto Livello non produrrà per tempo risultati utili, sarà necessario considerare misure legislative forzose. Ad oggi, Coldiretti rileva come diversi Stati Membri della Ue abbiano posto in essere osservatori di mercato  per valutare le prassi della Gdo, attivabili o spontaneamente (ex officio) o tramite segnalazione di parti lese, per investigare la correttezza delle operazioni commerciali. Tuttavia, questo strumento da solo non sembra adeguato a ristabilire condizioni contrattuali adeguate per gli attori più deboli della filiera.

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