il Punto Coldiretti

I consumatori europei chiedono l’origine in etichetta per la carne usata come ingrediente

Garantire l’indicazione in etichetta dell’origine della carne usata come ingrediente potrebbe favorire una ripresa dei consumi e ristabilire il rapporto di fiducia minato da episodi come l’Horsegate, al quale era seguito un crollo generalizzato degli acquisti di prodotti a base di carne congelata. Questo il messaggio forte che la rappresentanza dei consumatori europei (Beuc) ha lanciato alla Commissione Europea. L’indicazione obbligatoria dell’origine sulla carne trasformata e usata come ingrediente non rappresenterebbe, secondo i cittadini, un onere eccessivo per le aziende, contrario alla strategia Eu Better Regulation, ma addirittura potrebbe favorire un settore da tempo in crisi.

La lettera, spedita al Commissario alla Salute e Sicurezza Alimentare, Vytenis Andriukaitis, sottolinea come un 90 per cento degli europei voglia conoscere l’origine della carne, sia fresca che trasformata. Questa richiesta di trasparenza, già presente prima dello scandalo Horsegate, è andata crescendo. “I consumatori europei rimangono al buio – si legge nella missiva - quando si tratta di conoscere l’origine della carne usata come ingrediente, sebbene questa costituisca dal 30 al 50 per cento del volume di carne macellato in Europa. E’ ora di procedere con una proposta normativa per avere l’indicazione d’origine quale obbligo a livello Ue.

Tutto ciò è ancora più importante se si pensa che alcuni paesi come la Francia già hanno legiferato sulla materia, con una norma che prevede proprio l’indicazione obbligatoria in tal senso. Tale dispositivo tuttavia attende la decisione europea circa le concrete modalità di applicazione. L’etichettatura di origine - continua la lettera - serve a dimostrare a tutti i comuni cittadini europei, cui l’Europa appare spesso troppo distante, come le istituzioni comuni siano in grado di dare valore”.

I consumatori sottolineano ancora come i costi preventivati per l’etichettatura obbligatoria possano non essere così elevati come sostenuto dagli studi di impatto della Commissione: la ricerca di Que Choisir (consumatori francesi) aveva infatti ridimensionato di molto gli oneri. Un aspetto che richiederebbe allora un approfondimento. La lettera della Beuc arriva dopo che a febbraio scorso il Parlamento europeo aveva approvato una mozione a sostegno dell’origine per la carne trasformata.

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