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Situazione sanitaria negli allevamenti, calano le malattie

Il Ministero della Salute ha pubblicato il rapporto relativo alla Situazione sanitaria delle popolazioni animali allevate in Italia. Nel rapporto, riferito al 2011, sono contenuti tutti i dati relativi al patrimonio zootecnico italiano registrati nella Banca dati nazionale e le notifiche dei focolai di malattie animali registrati nel sistema sanitario nazionale del Sistema Informativo Malattie Animali Nazionale (Siman). Ecco una sintesi degli aspetti principali.

I dati del rapporto mostrano la consistenza del patrimonio zootecnico nazionale al 31/12/2011. I capi bovini sono 5.694.580, di cui il 64,32 per cento vengono allevati in Lombardia, Piemonte, Venero ed Emilia Romagna. Gli ovicaprini risultano essere 8.554.323, di cui il 73 per cento è allevato nel Mezzogiorno. Il numero di equidi registrato nella Banca Dati Equidi (Bde) ammonta invece a 272.905 capi, mentre sono 8.904.155 i suini di cui l' 88,8 per cento è allevato nelle Regioni del Nord Italia. Infine, sul territorio nazionale sono presenti 3.069 allevamenti avicoli (la maggioranza dei quali è situata in Veneto) con una netta prevalenza per i polli da carne.

Per quanto riguarda le patologie dei ruminanti – Brucellosi bovina e ovi-caprina, Encefalopatia spongiforme bovina (Bse), Scrapie, Febbre catarrale degli ovini (Bluetongue), Leucosi enzotica bovina (Lbe) e Tubercolosi bovina – si registrano o una diminuzione dei casi o situazioni invariate rispetto all’anno precedente.
Dagli allevamenti di suini sono ancora segnalati casi di peste suina classica e africana, Mvs e malattia di Aujeszki.Per gli equidi, risultano ancora casi di anemia infettiva equina e West Nile disease mentre per gli avicoli sono stati segnalati focolai di influenza aviaria a bassa patogenicità.

Con la Decisione del Consiglio 2009/470/CE l’Unione Europea ha stabilito la possibilità di un contributo finanziario comunitario per le attività di sorveglianza, monitoraggio ed eradicazione delle malattie animali. Gli Stati membri interessati devono presentare alla Commissione entro il 30 aprile di ogni anno i programmi annuali o pluriennali per i quali intendono ricevere il contributo finanziario dall’Ue.

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